GENNARO ESPOSITO CHEF

“Nel mio mestiere dimenticare le proprie origini è un “peccato mortale”,
un gesto di superbia che preclude anche la possibilità di scoperte future.
Ricordiamocelo, ricordatevene.”

Quando gusterete in un mio piatto la polpa di un riccio di mare, la ricotta di una fuscella, la pasta mista, la foglia di una zucchina, il baccello di un pisello, un piccolo pesce di scoglio, il limone, la provola e perfino il riso o l’ostrica, che non appartengono a questo territorio, voi mangerete la
mia storia ma anche la mia personale ricerca del nuovo.

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La biografia di Gennaro Esposito potrebbe racchiudersi in una frase che per lui è un mantra: "Nel mio mestiere dimenticare le proprie origini è un peccato mortale, un gesto di superbia che preclude anche la possibilità di scoperte future". Oggi che è un apprezzato chef due stelle Michelin e che il suo ristorante - la Torre del Saracino di Seiano - rappresenta un punto di riferimento per la cucina italiana, è imperativo ripartire da dove tutto è iniziato.

Che Esposito nel 1991 ha aperto la Torre del Saracino con un obiettivo ben preciso: proporre una cucina che rispettasse e valorizzasse il territorio ma che nel contempo fosse il frutto delle esperienze maturate durante i viaggi e gli stage che hanno segnato la sua vita e la professione. Andare in giro per il mondo, a scuola da maestri di prim'ordine, ha regalato a Gennaro - ammesso nel 1999 all’Associazione dei Giovani Ristoratori d’Europa JRE- la consapevolezza che la cucina che aveva immaginato era lì, a portata di mano, di pensiero, di capacità creativa, di indirizzo teorico e pratico, di felice realizzazione. Così sono nati alcuni piatti che hanno fatto la fortuna di Gennaro regalandogli visibilità nel panorama nazionale, come, ad esempio, la minestra di pasta mista con pesci di scoglio, la parmigiana di pesce bandiera o la zuppetta di ricotta di fuscella con le triglie. Nel 2001 è arrivata la prima stella Michelin cui hanno fatto seguito le “Tre Forchette” del Gambero Rosso nel 2003, l’anno in cui nasce anche Festa a Vico - l’evento gastronomico che lo chef organizza per beneficenza ospitando a “casa sua” quasi 400 colleghi ogni edizione. Nel 2008 - invece - gli è stata assegnata la seconda stella Michelin, a dimostrazione della fervida e continua crescita culturale della Torre del Saracino testimoniata nel 2011 dal titolo di “Migliore Chef italiano dell’anno” per Identità Golose. A proposito di Guide, la Torre del Saracino è entrata da tempo a far parte de “Le Soste” e fa inoltre parte de “Les Grandes Tables du Monde”, che ha appena festeggiato i 65 anni di vita, insieme ad altri 21 ristoranti italiani.

Appassionato, curioso e innovativo: Gennaro ha lanciato nel 2009 una linea di prodotti a marchio “Gennaro Esposito Chef” ed ha avviato prestigiose collaborazioni (ben più che semplici consulenze) con il ristorante Mammà a Capri (che vanta una stella Michelin) e il Rosselinis dell’hotel Palazzo Avino a Ravello (una stella Michelin). Membro del consiglio didattico dell’Università Gastronomica del Mezzogiorno, ha ricevuto il premio “Chef Mentor 2020” dalla Michelin perché universalmente riconosciuto come una guida sicura e prolifica per i giovani chef.

Attento ad ogni dettaglio dentro e fuori la cucina, Gennaro spesso anticipa le evoluzioni del suo mondo. Così, ha scelto già da anni di misurarsi nella ristorazione internazionale. Ha inaugurato IT nel 2015 ad Ibiza. Un’esperienza replicata di recente con l’apertura di IT Milano - che ha ottenuto la prima stella Michelin a pochi mesi dall'inaugurazione - e IT London. Il tentativo di esportare la propria filosofia (anche attraverso la figura di chef resident che hanno lavorato in passato alla Torre del Saracino) ed il proprio territorio mettendo questi elementi in relazione con la moderna cucina dei posti più cool d’Europa ha prodotto risultati eccellenti. Il faro ispiratore di Esposito resta - sempre e comunque - la creatività, abbinata alla stagionalità e alla cura delle materie prime. Concetti che prova a trasmettere anche nelle trasmissioni televisive cui partecipa: attualmente è protagonista di Cuochi d’Italia, in passato ha svolto il ruolo di giudice anche per Masterchef Junior ed altri.

Sposato con Ivana e padre due splendidi bambini (Emanuele e Isabella), nella vita privata è quanto più possibile riservato nel tentativo di condividere tempo di qualità con i suoi figli. Condivide con la moglie, cui è legato ormai da diversi anni, l'organizzazione di eventi culinari a sfondo benefico e non solo.

Dimenticare

le proprie origini è un “peccato mortale”

Un gesto

di superbia che preclude anche la possibilità di esperienza future

Mangerete

la mia storia



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